La ricetta che apre le porte: un dono ai ragazzi di Salé

Al Museo d’Arte e Scienza di via Quintino Sella il lancio del progetto La ricetta che apre le porte: un dono ai ragazzi di Salé (Marocco)

Parte da Milano il filo rosso della solidarietà per regalare una biblioteca internazionale

immagine in evidenza shemsy

Sarà lanciato mercoledì 29 novembre dalle 18 al Museo d’Arte e Scienza di Via Quintino Sella 4, il progetto #laricettacheapreleporte, ideato per aiutare l’AMESIPAssociazione Marocchina di Aiuto ai Bambini in Situazioni Precarie – per il recupero e la rieducazione dei bambini e dei ragazzi “precari” di Salé e Rabat.

L’iniziativa propone un modo alternativo e concreto per partecipare all’ampliamento di una biblioteca per la Scuola Shems’y di Arti Culinarie di Salé in Marocco. Donando al Museo uno o più libri di cucina in lingua francese, inglese e italiana, ciascun partecipante riceverà in dono la possibilità di accedere alla serata inaugurale gratuitamente.

1445168490-10403566_429037863888198_8375214889019892208_n“Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni” sosteneva Ennio Flaiano, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano. Sarà il libro a ridare a questi ragazzi, che provengono da famiglie disagiate, un rifugio.

La Scuola Shems’y di Arti Culinarie a Salé – nella periferia disagiata di Rabat- in Marocco, è nata per favorire l’inserimento sociale e professionale di giovani provenienti da questi contesti di disagio sociale. Attraverso l’apprendimento di competenze tecniche e professionali che consentono loro di inserirsi in realtà lavorative, i ragazzi ricevono anche ogni genere di cura e sostegno per orientarsi nelle scelte di studio e ritrovare fiducia in se stessi.

La Scuola Shems’y, tra i progetti formativi sostenuti da AMESIP, ha una durata di due anni e insegna ai giovani di ambo i sessi – 35 femmine e 35 maschi – un Allievimestiere, aiutandoli a recuperare la consapevolezza delle proprie potenzialità. In un contesto arabo-francese tutti gli allievi ricevono nel primo anno una formazione di base, con lezioni di matematica e informatica. Dal secondo anno inizia la specializzazione secondo i loro talenti e inclinazioni. Per completare la loro preparazione, la conoscenza delle lingue permetterebbe loro di trovare ulteriori possibilità di carriera, di crescita e di viaggio, ad esempio, verso altri paesi francofoni – Maghreb, Senegal, Costa d’Avorio – e anglofoni – Vicino e Medio Oriente.

L’ampliamento della piccola biblioteca con una sezione dedicata a testi culinari in francese, inglese e italiano diventa così un modo per arricchire ulteriormente il percorso di questi giovani e di aiutarli ad affacciarsi sul mondo, attraverso l’apprendimento delle lingue.

L’evento prenderà avvio alle ore 18, quando i libri raccolti dal Museo, verranno suddivisi per lingua nella sala degli Arazzi. Seguirà la presentazione del progetto con diversi interventi di relatori, anche via Skype, dal Marocco. Al termine un brindisi benaugurate.