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AFRICAN ART AUTHENTIC PASSION

NUOVA SEZIONE DI ARTE ETNOGRAFICA AFRICANA

CON LA REALTÀ VIRTUALE

 L’Arte come mezzo di integrazione

Dopo anni di attenta indagine e selezione, sono state aperte le 4 sale dedicate alla collezione privata di Gottfried Matthaes che i figli, Peter Matthaes e Patrizia Matthaes, hanno egregiamente custodito e, oggi, valorizzato attraverso un percorso didattico e culturale, che mette in risalto la passione che questa famiglia nutre per l’arte e la condivisione.

“Per avere un’idea su quella che è la reale funzione di questi oggetti, nasce il progetto: Incontro con l’oracolo – spiega Peter Matthaes, direttore del MAS– Attraverso un’ambientazione suggestiva che fa riferimento alla Foresta degli Spiriti e grazie all’utilizzo della moderna tecnologia, e nello specifico alla realtà virtuale, si è cercato di far vivere una possibile esperienza “di contatto con il mondo degli spiriti” a 360 gradi”.

Nella Foresta degli Spiriti si potrà indossare una maschera alla quale è stato applicato un visore per la realtà virtuale. Ci si immergerà in una foresta dove uno spirito, nelle sembianze di una tartaruga, (si è scelto questo animale in riferimento allo spirito mitologico Evu dei Fang del Gabon e una maschera Ingil sempre dei Fang)  si farà seguire e ci condurrà a due possibili scenari: uno positivo e di libertà, l’altro negativo e di prigionia, ricordandoci che queste maschere hanno anche funzione di giudizio, vale a dire, vengono usate per emettere sentenze.

L’Arte etnografica Africana al MAS ci regala una nuova iniziativa: “L’oggetto del mese”. Ogni mese verrà esposto un oggetto diverso e il pubblico potrà esprimere il proprio parere. Il crowdsourcing vuole essere un passo in avanti per cambiare la prospettiva, ovvero, all’esperto si affianca la comunità di appassionati d’Arte etnografica Africana, comunità sempre più informata, sempre più preparata e la cui estensione ha sempre meno confini e può arrivare a coinvolgere direttamente la persona africana, avvicinandoci a uno storico cambiamento di prospettiva.  L’Arte raccontata e vista non più dall’occidentale bensì dall’africano. Una bella occasione di integrazione.

Quando si sente parlare di Africa, soprattutto attraverso i media, troppo spesso sentiamo solo le notizie più inquietanti, quelle che ci spaventano e pochissime sono invece le possibilità di recepire notizie positive.

“Vogliamo parlare di arte africana per sottolineare come gli Africani siano un insieme di popoli ricchi di storia e di cultura -conclude Peter Matthaes- vogliamo sottolineare la sensibilità artistica e umana di questo popolo, vogliamo trasmettere il rispetto che meritano e il diritto alla diversità”.

Provenienza degli oggetti

Gli oggetti della collezione Matthaes hanno, come spesso accade per le grandi collezioni, una provenienza molto eterogenea. Gli oggetti sono infatti stati acquistati direttamente da Case d’Asta, da Gallerie specializzate sia italiane che internazionali e in piccola parte anche da altri collezionisti italiani.

Ogni oggetto è stato analizzato dal laboratorio del museo sia attraverso le analisi di datazione scientifica, sia di studio microscopico e chimico della patina, permettendo di fare una selezione molto accurata e aumentando così la qualità complessiva di tutta la collezione.

Nelle settimane che seguiranno saranno organizzati seminari a tema per approfondire mistero e bellezza di quest’arte meravigliosa coinvolgendo relatori e platea da più parti del mondo con particolare attenzione al continente africano.

In collaborazione con



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