Il MAS ricorda il fondatore, il fisico Gottfried Matthaes a cento anni dalla nascita

A cento anni dalla nascita del suo fondatore, il fisico tedesco Gottfried Matthaes (04.09.1920 – 01.08.2010), la figlia Patrizia Matthaes, presidente dell’Associazione Amici del MAS, lo ricorda così:

“Si avvicina il centenario dalla nascita di mio padre, Gottfried Matthaes, fondatore nel 1990 del Museo d’Arte Scienza.

Egli nacque in Germania vicino a Dresda il 4.09.1920 da una famiglia di antica tradizione artistica. Una zia era una famosa violinista, la sorella la accompagnava al pianoforte, mentre uno zio era pittore. Negli anni giovanili egli si dedicò allo studio della filosofia e della fisica presso le Università di Dresda e di Erlangen. Nel 1949, come collaboratore della Siemens Germania, scoprì una tecnica per creare conduttori e altri componenti elettronici, meglio conosciuti con il nome di circuiti stampati (i primi chip).

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Da dove nasce la passione di Gottfried per l’arte? Tutto ebbe inizio dal matrimonio della zia Gertrude (famosa violista) con il rinomato pittore Walter Kurau. Insieme aprirono nel 1906 una scuola di pittura a Dresden, molto apprezzata e frequentata da artisti di fama.

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Negli anni la famiglia Kurau raccoglie una collezione didattica sull’arte greco-romana ed etrusca definita dal Ministero Italiano dei Beni Culturali e Ambientali, con Decreto del 5.5.1997, come “Collezione di eccezionale interesse storico culturale”. Nel 1932 la scuola venne chiusa e parte della collezione fu ereditata dall’unico nipote Gottfried. Oggi tale collezione è parzialmente esposta al museo di Milano.

Dopo la guerra, nel 1952 Gottfried si trasferì in Italia, affrontando il difficile viaggio in sella ad una semplice bicicletta e riuscendo a varcare il confine grazie ad una guardia di frontiera che fece finta di non vederlo. Egli trovò un lavoro da Egidio Cozzi, imprenditore nell’industria delle TV e delle radio, con il quale aprì la prima fabbrica per la produzione in serie dei circuiti stampati.

Untitled-9Nel 1956 Gottfried sposa la figlia di Egidio, Giovanna.

La professione di mio padre lo portò a viaggiare molto e fu durante questi viaggi meravigliosi che iniziò a raccogliere i primi oggetti che hanno arricchito la collezione ereditata dagli zii.

Essendo lui figlio unico, volle avere intorno a sé una famiglia numerosa e dal suo matrimonio nacquero cinque figli! Untitled-13

Ho avuto la fortuna di poterlo accompagnare e di vedere con quanto amore per l’arte e curiosità mio padre prendesse in mano gli oggetti più straordinari. Ogni volta mi diceva che il valore di un oggetto non risiede solo nella sua bellezza, ma anche nella sua capacità di trasmettere emozioni.

La sua curiosità scientifica lo indusse a chiedersi, se tutti gli oggetti da lui comprati o ereditati fossero autentici o no. Ho molti ricordi di papà chiuso in cucina, in magazzino o nel suo studio a studiare e analizzare ogni singola opera d’arte per accertarsi della sua autenticità.

05_fondatori in sala 9Nel 1990 Gottfried realizzò il suo sogno di aprire un museo. Lo allestì in alcune sale del bellissimo Palazzo Bonacossa in Piazza Castello a Milano, e gli diede il nome di “Musei Didattici per l’accertamento del falso nell’antiquariato”. La sua missione era quella di diffondere la propria conoscenza e di insegnare a tutti coloro che lo volessero come riconoscere un oggetto autentico da una copia o da un falso.

11_esterno 1991Il Museo cam­bia nome due volte, pas­san­do da “Museo del Col­le­zio­ni­sta d’Ar­te” al­l’at­tua­le “Museo d’Ar­te e Scien­za”, man­te­nen­do però il suo ini­zia­le spi­ri­to di ser­vi­zio verso l’ar­te.

Nel 2010, pochi giorni prima del suo novantesimo compleanno, Gottfried si spegne dopo una lunga malattia, durante la quale però ha continuato a lavorare e a scrivere i suoi ultimi due libri.

Peter, Martin e io siamo i figli che hanno deciso di continuare il lavoro iniziato da nostro padre. In sua memoria e grati per tutto ciò che ci ha insegnato, il Museo continua a vivere e a crescere.

A dieci anni dalla morte di Gottfried, e nel giorno del compimento dei suoi cento anni, ci troviamo tutti qui, famigliari e collaboratori, a pensare a lui, a ciò che ci ha insegnato e alla preziosa eredità di esperienza di vita che ci ha lasciato. Grazie papà ….” Untitled-10