Eros in India – Trame divine e vie indiane all’amore, fra seduzione e devozione, erotismo e ascesi

In collaborazione con il Centro di Cultura Italia Asia, il MAS ospita dal 15 ottobre un nuovo ciclo d’incontri sulla cultura indiana induista.

5 serate con il seguente programma:

15 ottobre

MARILIA ALBANESE

Shiva, asceta e amante

In Shiva, affascinante e ambigua forma del Divino, convivono gli estremi della rinuncia ascetica e del godimento sessuale. Apparentemente opposte, le due modalità del percorso spirituale trovano nel tapas, l’ardore yogico, il loro comune denominatore.

29 ottobre

MARIA ANGELILLO

Il desiderio e la sua famiglia: mitologia, psicologia ed etica di una divina complessità

Nonostante il dio Kāma, “Desiderio”, affine al greco Eros, rappresenti una divinità minore a cui sono estranei gli slanci devozionali da cui sono investite le maggiori figure del pantheon hindu, il suo nome e ciò che rappresenta sono saldamente radicati nell’immaginario induista. La personalità e la funzione di Kāma sono esplicitate dalla tradizione narrativa e mitologica hindu che ci conduce verso una più ampia comprensione della natura del desiderio. Dio bello e affascinante, in grado di scatenare la passione in tutti gli esseri viventi, Kāma è il protagonista di episodi mitologici accattivanti e divertenti che nascondono e al contempo rivelano l’ineludibile tensione a esplorare i molteplici interrogativi etici e filosofici sollevati dal desiderio.

12 novembre

GIULIANO BOCCALI

Una storia d’amore mitica: Shiva e Parvati

Sulla traccia di uno dei capolavori della poesia indiana classica, il Kumarasambhava di Kalidasa (IV-V sec. d.C.), si narra e si interpreta la storia dell’amore e dello sposalizio di Shiva con Parvati, la figlia di Himalaya re supremo dei monti. Il celebre poema, che offre strofe indimenticabili per suggestione descrittiva, si legge anche come un’introduzione letteraria ai grandi temi del rapporto fra eros e ascetismo e della concezione tantrica della sessualità.

26 novembre

FRANCESCA CECCHERINI

C’era una volta Khajuraho

Khajuraho è considerata la città dell’amore tantrico, testimonianza rara di spiritualità ed erotismo. Il suo complesso templare risalente al X secolo DC, rimasto intatto dalle devastazioni musulmane, fu riscoperto nel XIX secolo portando alla luce la ricchezza storico-artistica, per secoli dimentica, di matrice induista.

Che cosa sollecita l’erotismo di Khajuraho? E cosa sussiste dietro la sua rappresentazione? Quali sono le implicazioni dello sguardo che osserva da Oriente a Occidente?

La presentazione è accompagnata dalla documentazione fotografica dell’artista indiano Lalit Choudhary realizzata nel gennaio 2018

3 dicembre

PAOLO MAGNONE

La parabola del bel pastore. Eros e arcadia nel culto di Kṛṣṇa

Nell’arcadia di Vṛndāvana, Kṛṣṇa, il bel pastore, non si cura di ricondurre all’ovile le pecorelle smarrite, bensì smarrisce le pastorelle, adescandole con il miele del suo flauto a lasciare il conforto dell’ovile nel cuor della notte per abbandonarsi con lui all’ebbrezza della danza nella foresta. Kṛṣṇa è anzitutto il divino Maestro e il supremo Signore che nella teofania della Bhagavad Gītā atterrisce il suo devoto con la rivelazione cosmica del suo mysterium tremendum — ma forse è più vicino al cuore degli hindu nel mysterium fascinans del suo alter ego adolescente, i cui freschi amori bucolici sono doviziosamente narrati nel Bhāgavata Purāṇa e poi celebrati nell’immortale poema di Jayadeva.

Tutti gli incontri si terranno nella sala degli Arazzi del MAS alle 18.15 con prenotazione obbligatoria. Ingresso 5/3€